Marco Antonio Tanganelli | Finissage della mostra – 15 novembre 2014

Hecce Heccetera
Casanova arredo contemporaneo, viale Pietro Toselli 25,  Siena
15 novembre 2014 | dalle 18,00 alle 20,00 – Finissage della mostra
Marco Antonio Tanganelli, Gianni Lillo, Marco Acquafredda, Paolo Barbagli, Carlo Pizzichini

Nello stesso giorno alle 17,00, nei locali dello showroom di CasaNova si svolgerà:
A talk with Sergio Sarra | Una chiacchierata con l’artista Sergio Sarra, Carlo Nepi e come moderatrice Marina Gennari.

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Libretto Hecce Heccetera

Libro d’artista Hecce Heccetera, 1973

Marco Antonio Tanganelli nasce a Siena il 30 giugno del 1948 da Vilda Pianigiani e da Bruno Tanganelli in arte “Tambus” vignettista, disegnatore, caricaturista e scrittore. Contradaiolo della Giraffa. Si diploma all’Istituto d’arte di Siena nel 1966 e nel 1971 all’Accademia di Belle Arti di Firenze, seguito dal Prof. Carlo Severa, assistente di cattedra dell’artista Afro Basaldella. Nei primi anni Settanta si distingue subito tra i giovani pittori senesi collaborando con la Galleria Nuova Aminta di Siena. Insegna prima all’Istituto d’arte di Siena e poi sarà chiamato come Titolare del corso di Anatomia artistica all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 1978 gli viene affidata la realizzazione del drappellone del Palio del 2 luglio, conservato ora nel Museo della Contrada della Selva. Lo stendardo si presenta ricco di soluzioni innovative e contemporanee ai linguaggi artistici allora in uso, presentando un Agnus Dei come una grande icona che si innalza sopra ai mali del mondo, recuperando nell’esecuzione sia soluzioni artigianali, come quelle del ricamo e del cucito, negli stemmi delle contrade, sia accenti concettuali e oggettuali come l’applicazione della provetta in vetro contenete la “vera” terra di Siena, sulla quale si corre il Palio. Dal 1980 comincia a lavorare a livello nazionale con le maggiori gallerie, da Milano a Bari, stabilendo una collaborazione assidua con la Galleria Vigato di Alessandria. Il suo lavoro, seguito da Maurizio Calvesi e da Marisa Vescovo, rientra nei modi e nei criteri del gruppo degli “Anacronisti” che a metà degli anni Ottanta ottengono una notevole risonanza nel panorama artistico europeo, di cui senz’altro Tanganelli rappresenta una delle personalità più interessanti proprio per le sue capacità inventive di raffinatissimo disegnatore. Nel 1984, la XLI Biennale di Venezia, con una sala a lui dedicata, lo consacra come uno dei pittori italiani più originali. Pochi anni dopo, una crisi lo porta ad abbandonare la pittura, dedicandosi solo all’insegnamento e agli amati cavalli.
Muore a Siena il 26 giugno 1993, lasciando sgomenti, oltre che la famiglia, gli amici, gli studenti, il mondo dell’arte e la città.
La mostra, negli spazi dello showroom Casanova, è la prima organizzata a Siena dopo la sua scomparsa e nasce come doveroso ricordo dell’opera artistica di Marco Antonio Tanganelli. Può essere considerata come un primo passo, scaturito come spontanea reazione all’indifferenza, per stimolare un lavoro di raccolta più attento e profondo di tutto il lavoro di Tanganelli, tra l’altro già consacrato nei più recenti libri di storia dell’arte contemporanea.
L’esposizione curata da persone che hanno avuto contatti concreti con Tanganelli, chi come compagno di lavoro e fraterno amico, chi per riconoscenza di eredità stilistica, chi lo ha studiato dedicando a lui la sua tesi di laurea, chi lo ha avuto come docente per molti anni, presenta soprattutto opere che si antepongono e già suggeriscono la sua cifra stilistica dell’ultima parte della sua vita artistica e sorprendono per il loro eterogeneo modo di stare al passo con i tempi, lavorando in libertà dal pop al concettuale, passando però sempre attraverso la pittura, quella pittura che pone le sue radici nella storia dell’arte senese, restituita come fotogrammi narrativi con mezzi nuovi ed originali.
La mostra è stata realizzata grazie alla cortese collaborazione dei fratelli di Marco Antonio, Gianluca e Pierfrancesco Tanganelli, con l’approvazione della moglie Neva e dei figli Tiziano e Viola, e con i prestiti di numerosi collezionisti privati ai quali porgiamo il nostro più vivo ringraziamento.

Carlo Pizzichini

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